La celebrazione annuale di S. Angela da Foligno 4 gennaio 2017

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In pellegrinaggio dall’Argentina, dall’Uganda e dalla Corea per Santa Angela
gennaio 16, 2017
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Omelia di S. Ecc. za P. Roberto Carboni OFMConv
luglio 11, 2017
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Tratto dal “Gazzetta di Foligno”, domenica 29 gennaio 2017

La celebrazione annuale di S. Angela da Foligno 4 gennaio 2017

 

L’annuale memoria liturgica di S. Angela da Foligno, non ha avuto il meraviglioso scenario della chiesa di S. Francesco di Foligno. Purtroppo gli eventi sismici hanno costretto alla chiusura forzata della chiesa, in attesa dei lavori di messa in sicurezza della struttura. Tuttavia la comunità dei frati minori conventuali di S. Francesco non si è scoraggiata e abbiamo celebrato l’evento nella vicina chiesa di S. Maria del Gonfalone, ubicata al lato sinistro dell’ingresso della chiesa. Per l’occasione, l’urna contenente il corpo di S. Angela è stata portata nella suddetta chiesa in modo tale da poter permettere ai fedeli di poterla pregare e di chiederne l’intercessione.

Le celebrazioni hanno avuto luogo il 3 gennaio 2017 con la S. Messa del “Transito di S. Angela”, presieduta da Mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Foligno e come concelebranti fr. Franco Buonamano, Ministro provinciale dei frati minori conventuali dell’Umbria e il sottoscritto fr. Felice Autieri, Direttore del Cenacolo S. Angela. Anche questo anno le due fraternità dell’Ordine Francescano Secolare di Foligno del convento di S. Francesco e quella di S. Bartolomeo, hanno rinnovato la loro professione di francescani secolari. Durante la celebrazione, dopo la proclamazione del Vangelo, è stato letto dalle signore Maria Rita Ponziani e Roberta Rutili il transito della nostra amata santa.

Il 4 gennaio ha presieduto la celebrazione solenne Mons. Roberto Carboni, Vescovo di Arles-Terralba (Oristano), frate minore conventuale. Nell’omelia il presule sardo ha sottolineato il percorso di conversione di Angela che, partendo dalla sua esperienza umana ha accolto con autentico spirito di fede la sua non facile vicenda, segnata dalla sofferenza per la perdita dei suoi cari, ma guardando alla croce come fonte di grazia e di salvezza. L’incontro tra l’umanità di Angela e l’Amore di Gesù che non l’ha “amata per scherzo”, l’ha accompagnata e plasmata nel suo percorso fino a quelle vette della mistica che la rendono una testimone credibile di quello che Dio ha compiuto nella vita affidandosi a Lui. Mi si consenta, tuttavia, non solo di fare una sintetica cronaca degli eventi del 3 e 4 gennaio 2017, ma di poter riflettere anche sugli eventi sismici che ci hanno costretti ad optare per la soluzione della chiesa del Gonfalone. Anche S. Angela ha vissuto non solo l’esperienza del terremoto, ma anche epidemie e guerre con tutto il bagaglio di sofferenza che questo comporta. Ciò potrebbe indurci a riflettere sull’essenzialità delle cose che avvengono nella nostra vita e di ciò che veramente conta. La risposta più plausibile la dona a tutti noi S. Angela, ovvero che la nostra vita ha un senso, al di là degli eventi, nel seguire “autenticamente” Cristo. La nostra cara santa può affascinarci, può colpirci per la sua forte esperienza mistica, ma dovremmo fare attenzione a non limitarci a dei semplici spunti di riflessione, in quanto lei ci dona un orientamento, una pista di sequela verso Cristo. Questo non può prescindere dal percorso che parte dal nostro vissuto, dai nostri punti di forza e dalle nostre criticità, ben coscienti che fino all’ultimo respiro avremmo sempre bisogno di convertirci e di essere sostenuti dalla grazia del Signore. C’è il rischio di “vivere” Angela come una creatura “distante”, come una meravigliosa esperienza mistica che rischia di non toccare veramente il nostro vissuto e questo ritengo sia il modo peggiore di approcciarci alla nostra santa. Angela, almeno nella prima metà della sua vita ebbe tutto, ma quella stessa vita si è ripreso tutto e con gli interessi. Tutto questo avvenne subito dopo la sua conversione, ma anche quello che accadde dopo, pur nelle sue comprensibili resistenze, fu il frutto di un cuore che seppe non soltanto aprirsi alla grazia di Dio, ma anche vivere questa esperienza nella realtà di quel mondo che lasciò nella sua visione mondana, per rientrarvi da donna “nuova” realmente impregnata dall’amore di Cristo testimoniato e vissuto con semplicità e discrezione. L’apparente basso profilo di Angela non passò inosservato a quanti, andando al di là delle apparenze, riuscirono a giudicare questa donna come colei che era capace di annunciare quello che viveva, senza doppiezza e soprattutto senza strumentalizzare Gesù Cristo per le proprie, più o meno palesi voglie di autoreferenzialità. La santità è questa, Angela ci lascia non un semplice insegnamento, ma una via che porta a Cristo, nell’integrità di un messaggio che non vive di dissonanze tra la vita e le parole, ma che ha l’unità nella sua testimonianza autentica di Cristo che ha accolto e ha vissuto nella sua vita.
Colgo l’occasione di questo articolo anche per rendervi noto il sito ufficiale del Cenacolo S. Angela: http://santaangeladafoligno.com/

P. Felice Autieri OFMConv.
Direttore Cenacolo S. Angela da Foligno